Fabio Massimo Signoretti, ཿla Repubblica 9/7/2003; Geminello Alvi, ཿCorriere della Sera 5/5/2003, 9 luglio 2003
La vicenda Cirio è solo l’ultimo capitolo dello scontro Tremonti-Fazio, che dura da tempo. «Dopo l’idillio del 2001, quando Fazio benedì il Dpef messo a punto da Tremonti, parlando di un ”possibile nuovo miracolo economico”, i rapporti tra le due massime autorità economiche del paese si sono progressivamente deteriorati
La vicenda Cirio è solo l’ultimo capitolo dello scontro Tremonti-Fazio, che dura da tempo. «Dopo l’idillio del 2001, quando Fazio benedì il Dpef messo a punto da Tremonti, parlando di un ”possibile nuovo miracolo economico”, i rapporti tra le due massime autorità economiche del paese si sono progressivamente deteriorati. Fino ad arrivare all’attacco frontale lanciato all’Assemblea annuale dell’Abi [Associazione bancaria italiana, ndr] dal ministro, che ha minacciato di togliere la gestione di Tesoreria alla Banca d’Italia e di modificare per legge ruolo e poteri della banca centrale. Una minaccia confermata nel Documento della maggioranza, nel quale si precisa che la Finanziaria conterrà una ”riforma delle Authority - che per Tremonti hanno ”asimmetrie di linguaggio” - a tutela del consumatore e del risparmiatore”» (Fabio Massimo Signoretti). «L’intesa con Tremonti pare anch’essa fragile, per usare un eufemismo. Fazio non desiste dalla sua pervicacia e anzi l’applica al settore bancario. Lo si è dimenticato a memoria: tuttavia alla Banca d’Italia negli anni Novanta riuscì anche di risanare il sistema bancario almeno da Roma in giù. Ma le fondazioni bancarie prima, il debito Fiat, la Mediobanca del dopo Cuccia adesso, inducono nuovi equilibri nel potere finanziario settentrionale. E Banca d’Italia mantiene funzione di vigilanza e partecipazioni ingenti. Perciò mentre si rarefanno le diatribe sulla politica monetaria, non cessano quelle circa questi suoi residui poteri» (Geminello Alvi).