Paolo Madron, ཿEconomy 10/7/2003, 10 luglio 2003
Che almeno serva da lezione. «Lo sviluppo di un’economia finanziaria procede per errori e aggiustamenti; ma quelli che noi accademici chiamiamo asetticamente ”errori di transazione”, sono in realtà dolorose ferite per individui e famiglie, di cui va lenita la dolorosità odierna, ma soprattutto scongiurata la ripetibilità futura
Che almeno serva da lezione. «Lo sviluppo di un’economia finanziaria procede per errori e aggiustamenti; ma quelli che noi accademici chiamiamo asetticamente ”errori di transazione”, sono in realtà dolorose ferite per individui e famiglie, di cui va lenita la dolorosità odierna, ma soprattutto scongiurata la ripetibilità futura. La ricerca delle responsabilità deve essere perseguita da parte di tutti non per contribuire allo ”stato di tensione”, ma al contrario per dimostrare che il Paese sa crescere anche nella capacità complessiva di tutelare il risparmio, in mercati ad integrazione e complessità sempre crescente» (Donato Masciandro). [9] «I funambolismi che hanno avuto per protagonista Sergio Cragnotti e le banche che gli hanno tenuto bordone sono musica alle orecchie di quanti da tempo vanno sostenendo la necessità di riformare le autorità di vigilanza. Se Consob e Bankitalia non hanno visto – l’una il vortice di operazioni infra gruppo che imperava nella galassia del finanziere romano, l’altra l’irregolare vendita al pubblico dei suoi bond – vuol dire che erano distratte o che difettavano dei poteri per farlo. In entrambi i casi c’è materia per intervenire. Per via Nazionale, in particolare, risulta sempre più insostenibile il doppio ruolo di guardiano del credito e arbitro della concorrenza» (Madron).