Bianca Di Giovanni, ཿl’Unità 10/7/2003; Walter Galbiati, ཿla Repubblica 10/7/2003; LB, ཿil Giornale 9/7/2003; Edmondo Rho, ཿPanorama 10/4/2003, 10 luglio 2003
«Il caso ”Cirio bond” potrebbe essere solo la punta di un iceberg dalle dimensioni gigantesche: secondo indiscrezioni, infatti, ammonterebbero a 80 miliardi di euro i titoli emessi da diverse società con la stessa tecnica usata dal gruppo agroalimentare italiano» (Di Giovanni)
«Il caso ”Cirio bond” potrebbe essere solo la punta di un iceberg dalle dimensioni gigantesche: secondo indiscrezioni, infatti, ammonterebbero a 80 miliardi di euro i titoli emessi da diverse società con la stessa tecnica usata dal gruppo agroalimentare italiano» (Di Giovanni). Tra le aziende che si sono ampiamente finanziate tramite bond, Parmalat: la multinazionale che fa capo a Calisto Tanzi assicura che le sue emissioni sono state indirizzate a investitori istituzionali e non al pubblico. «Ma anche in questo caso sorge il dubbio che qualcuno abbia preferito scaricare il rischio o, nel caso delle banche, la sovraesposizione nei confronti del gruppo, sul piccolo risparmio» (Walter Galbiati). Senza contare il caso dei «tango bond, le obbligazioni dello Stato argentino disseminate fra i risparmiatori italiani, forse senza adeguate informazioni sui rischi sottostanti». Nei guai anche il Monte dei Paschi per ”My way” e ”4you”, due prodotti venduti come fondi previdenziali che in realtà erano mutui trentennali: 90 mila risparmiatori furibondi e associazioni dei consumatori sul piede di guerra.