Giovanni Mariotti, Corriere della Sera 15/7/2003, 15 luglio 2003
”La pretesa grottescamente megalomane di sopravvivere alla propria morte è indissolubilmente connessa alla probità dell’artista
”La pretesa grottescamente megalomane di sopravvivere alla propria morte è indissolubilmente connessa alla probità dell’artista. Ogni romanzo creato con vera passione aspira in maniera del tutto naturale al valore estetico duraturo, cioè al valore in grado di sopravvivere al suo autore. Scrivere senza questa ambizione è puro cinismo: poiché se un idraulico mediocre è utile agli altri, un romanziere mediocre che produce consapevolmente libri effimeri, banali, convenzionali, dunque inutile, dunque ingombranti, dunque nocivi, è da disprezzare” (Milan Kundera)