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 2003  luglio 15 Martedì calendario

Ravenhill Mark

• Haywards (Gran Bretagna) 7 giugno 1966. Autore teatrale • «Un cristone di pelle immacolata del Sussex, porta sulle braccia tatuaggi di tigri, ha la testa rasata, due occhi azzurri al laser, e ti parla di quando da bambino faceva teatro col fratello in camera da letto, mentre la madre chiamava i vicini a fare da spettatori. Eppure è l’autore-spauracchio che nel 1996 ha cambiato i connotati al nuovo teatro europeo con Shopping and Fucking, proposto in Italia da Barbara Nativi. [...] ”Io all’ inizio volevo fare l’attore, ma all’università mi sono trovato terribile, e ho puntato alla regia facendo l’assistente al Soho Theatre di Londra. Non amavo le novità su cui lavoravo, e allora ho deciso di scrivere io qualcosa. Piccoli atti unici che tengo nascosti. Poi ho buttato giù Shopping and Fucking, per far sentire qualcosa che avveniva ma non era espresso”. Una bomba che è esplosa quasi più rapidamente degli studi violenti sull’amore di Sarah Kane, generando un fenomeno internazionale e creando anche qualche luogo comune. ”S’è parlato fino alla noia di testo ’immorale, ’politico’ o ’apolitico’. Le contraddizioni sorte sullo spettacolo hanno però testimoniato che s’ era fatto un buon lavoro”. C’è addirittura chi l’ha paragonata per radicalità a G. B. Shaw. ”I confronti falsano le cose. Shaw era intelligente e divertente. Io lo sono solo in qualche scena dei miei testi”. Ravenhill non parla di modelli ma di punti di riferimento. ”Crimp, Mamet, Brad Fraser. Per Shopping and Fucking avevo in mente piccoli pub. Fu Max Stafford Clark a darmi fiducia”. In due suoi lavori, in Handbag e nel musical Mother Clap’ s Molly House (sulla sessualità hard), ha accostato all’oggi due epoche trascorse, l’ 800 vittoriano e il ’700 di Hogart. ”Qualcuno dice che non c’ è più storia, e io volevo sfidare questa visione, capire il presente col passato, come hanno fatto Stoppard e la Churchill”. E veniamo al sesso. ”Ha molta importanza, sempre. Col corpo si fanno molte cose. Si vende. Si crea comunicazione. Si raccontano i personaggi. Si mostrano i giochi di potere. E c’ è la conoscenza di sé”. Ha fatto fatica a recuperare il mistero dell’amore nei teen.agers. L’ autore di rottura ha teorie calme: ”La vita è incertezza. Non ci sono tragedie. Abbiamo già sputtanato tutto”» (Rodolfo Di Giammarco, ”la Repubblica” 24/6/2003).