Pierluigi Battista, ཿLa Stampa 2/7/2003, 2 luglio 2003
Il Parlamento italiano non si è scaldato. "Non ci sono i toni aspri, nel dibattito alla Camera dei deputati e in Senato, nel giorno fatidico in cui comincia il tanto sospirato, e tanto temuto, e tanto vagheggiato ”semestre europeo” con presidenza italiana
Il Parlamento italiano non si è scaldato. "Non ci sono i toni aspri, nel dibattito alla Camera dei deputati e in Senato, nel giorno fatidico in cui comincia il tanto sospirato, e tanto temuto, e tanto vagheggiato ”semestre europeo” con presidenza italiana. Non ci sono risse. Non ci sono furenti scontri verbali, interruzioni, urla, happening, inni e volantini. Per la verità ci sono pochi deputati e pochi senatori. L’atmosfera invita alla svogliatezza. Si formano capannelli trasversali. Il discorso del ministro degli Esteri Frattini viene seguito in aula come a sbrigare un’incombenza. I banchi si riempiono a spicchio, e solo quando deputati e senatori devono seguire il loro collega di gruppo che interviene. Gli altri guardano l’orologio, parlano al telefonino, leggono i giornali, scribacchiano, chiacchierano. Non c’è pathos nel gran giorno in cui l’Italia comincia a presiedere il semestre. Non c’è pathos. Non c’è emozione. Non c’è solennità" (Pierluigi Battista).