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 2003  luglio 14 Lunedì calendario

Trentalange Alfredo

• Torino 19 luglio 1957. Ex arbitro di calcio (in ”pensione” al termine della stagione 2002/2003) • «Mi hanno sempre accusato di essere un integralista, ma quando arbitri a mente sgombra non fai calcoli. Non ne ho mai fatti: è questa la prova della mia buona fede. Sono anche molto credente, al punto che ho espulso un giocatore dopo 5’ per una serie di bestemmie: siamo diventati amici. Tutti hanno diritto di sbagliare. Sul terreno di gioco prevale, deve prevalere, il valore sportivo, non quello politico. Un esempio? Ho sempre sognato di dirigere il derby della capitale. E mi sono inimicato la Roma […] L’errore più grave? ”Se ne fanno tanti in una carriera. E sarebbe stupido nasconderselo. In ritiro abbiamo sempre esaminato gli errori. Dovendo citarne uno direi quello in Bologna-Samp del 1999. All’ultimo minuto fischiai un rigore per il Bologna, mi era sembrato un chiaro fallo su Simutenkov. Poi, riguardando la moviola, mi sono accorto che il giocatore accentuò la caduta […] Ho fischiato perché non avevo costrizioni mentali. Se avessi calcolato che quella decisione poteva cambiare il destino di una società, avrei tenuto il fischietto in tasca. Ma non avrei fatto il mio mestiere […] Il giocatore più corretto? Maradona senza dubbio. In campo di lui ho un ottimo ricordo. legato al mio esordio in serie A, Napoli-Pisa nel 1989. All’inizio del secondo tempo si era in parità. Avevo fischiato tre falli a favore degli ospiti e i giocatori del Napoli iniziarono a protestare. Tra questi c’era Ciro Ferrara, che pure considero un galantuomo. Ad un certo punto, Maradona intervenne dicendo: ”Ora basta. Questo arbitro è giovane, bravo ed è mio amico’. Non lo avevo mai visto prima, ma nessuno mi contestò più nulla. Diego è sempre stato molto corretto, anche quando sono tornato altre volte a Napoli. Ho diretto anche la sua ultima gara in Italia, un Napoli-Sampdoria: lo ammonii, gli feci ripetere un rigore e perse la partita. Alla fine mi strinse la mano […] I giocatori che mi hanno creato problemi? Mancini e Bagni. Ottime persone fuori, ma in campo... Tra gli allenatori Ottavio Bianchi. L’ho dovuto allontanare più volte. Mazzone? Un vulcano, ma sempre leale: che vinca o che perda. Trapattoni? Facevo la raccolta di figurine con lui giocatore, figuratevi l’emozione di poter discutere alla pari. Parlerebbe di calcio 24 ore al giorno. Dopo i Mondiali mi ha detto: solo io ricevo più critiche di te e quando ti vedo mi consolo […] Il ricordo più bello? Aver diretto Goteborg-Manchester United e Sporting Lisbona-Real Madrid in Champions League. Ma l’emozione più forte l’ho provata nella semifinale di Coppa delle Coppe con il Paris Saint Germain, nel 1996 al Parco dei Principi. Indimenticabili anche le due volte in cui ho diretto il derby di Milano. San Siro per me è irresistibile» (’La Stampa” 14/7/2003).