Varie, 14 luglio 2003
BERGAMASCO
BERGAMASCO Mauro Padova 1 maggio 1979. Rugbista. Della nazionale e dello Stade Français • «Il miglior talento del rugby italiano […] Esordì in nazionale a 19 anni, nel ”98, quando aveva giocato solo due partite in A, segnando due mete. al centro di uno di quei casi dello sport che a volte sembrano accadere solo in Italia. Il suo ruolo è quello di terza linea, uno degli ultimi della mischia, gli inglesi da anni lo cercano per farlo giocare terza linea, giocava così nella Benetton e giocherà così nello Stade Français. Ma non è questa l’opinione di Kirwan, il ct azzurro, che lo ritiene un’ala. […] da sempre sotto l’attenzione del rugby che conta. Memorabile una sua meta a Murrayfield nel 2001. Ha avuto sempre gli applausi del pubblico anglosassone, che ha imparato presto a conoscerlo. ”Avevo ricevuto delle offerte dall’Inghilterra già nel 2000, mi offrivano 80mila sterline. Ma io non ero pronto”» (Corrado Sannucci, ”la Repubblica” 14/7/2003) • «Fratello maggiore di Mirco [...] ha cominciato a sbucciarsi le ginocchia e prendere qualche botta in faccia sui freddi campi di rugby del Nord, sotto lo sguardo attento e severo di papà Arturo, azzurro con 4 caps tra il 1973 e il 1978. I ragazzi promettevano e allora tanto valeva prendere confidenza con la palla ovale nel Selvazzano, ma per Mauro anche la promessa di non lasciare l’Università di Padova. A 19 anni la realizzazione del primo grande sogno, con la chiamata in nazionale da parte dell’allora c.t. Georges Coste: era il 18 novembre ”98, l’Italia travolse l’Olanda 67-7. Coste lo vedeva nel ruolo di flanker, Mauro non fece una piega. Del resto, per lui non è una novità inventarsi di volta in volta in una certa parte del campo: era successo nelle nazionali giovanili, poi nel Petrarca prima e nel Benetton dopo. ”Quando si ha voglia di giocare, ci si adatta” dice con un sorriso. E allora, tanto per non perdere le tradizioni, Kirwan lo ha cambiato ancora. ” un placcatore micidiale, ottima velocità, per me è adatto all’ala” disse di lui [...]. E così è stato, tra incomprensioni e polemiche, fino al ritorno al suo ruolo preferito, in terza linea, nel cuore del gioco [...]» (Erminio Marcucci, ”La Gazzetta dello Sport” 14/11/2004).