varie, 14 luglio 2003
ALLEGRI
ALLEGRI Eugenio Collegno (Torino) 21 febbraio 1956. Attore. «Diplomato nel 1979 alla scuola di teatro di Bologna, inizia l’attività professionista con la cooperativa Nuova Scena sotto la direzione artistica di Francesco Macedonio. Nel 1981 partecipa all’allestimento dell’Opera dello Sghignazzo, scritto e diretto da Dario Fo. Lo spettacolo successivo è Comoedia: un lavoro tratto da testi di Ruzante. La direzione artistica è di Francesco Macedonio e la produzione è del TAG Teatro di Venezia, il gruppo che negli anni Ottanta sarà il più impegnato, in Italia, nell’elaborazione della Commedia dell’Arte. Nel 1980 interpreta Gli uccelli di Aristofane per la regia di Memè Perlini, con il gruppo musicale Area. Nel febbraio del 1983 debutta a Bonn nello spettacolo Il falso Magnifico diretto da Carlo Boso per il TAG Teatro: seguono circa 180 repliche in Francia, Spagna, Grecia, Svizzera e nell’ex Unione Sovietica. Nel 1984 è ancora Arlecchino ne L’assedio della Serenissima. Nel 1986 viene chiamato da Leo Berardinis a partecipare agli spettacoli Novecento e Mille e La tempesta di Shakespeare, prodotti dalla cooperativa Nuova Scena di Bologna. Inizia una collaborazione che culmina con II ritorno di Scaramouche, lavoro in cui è chiamato a "mettere le maschere" agli attori di Leo. Sempre con Berardinis, nel 1987 è in scena con Delirio e nel 1988 con il Macbeth di Shakespeare. Nel 1989 è uno dei protagonisti di Ha’ dda passà a nuttata, dall’opera di Eduardo de Filippo, coprodotto dal Teatro di Leo e dai Teatri Uniti in collaborazione con il Festival dei due mondi di Spoleto (Premio Ubu 1989/90). Nel 1991 inizia la collaborazione con il Teatro Settimo di Torino, partendo dall’interpretazione de La storia di Romeo e Giulietta: la regia è di Gabriele Vacis; lo spettacolo vince il Premio Ubu per la miglior drammaturgia. Nel 1993, ancora sotto la regia di Vacis, interpreta la "Trilogia della Villeggiatura" di Carlo Goldoni. La necessità di un lavoro più personale si concretizza nell’incontro con Gabriele Vacis e Alessandro Baricco: assieme ottengono un grande successo con Novecento, monologo teatrale scritto da Baricco (circa 200 repliche fino a settembre 1997, dopo il debutto di Asti del 1994). Nel 1996, allestisce il suo primo spettacolo di Commedia dell’Arte con la compagnia Pantakin di Venezia: Anfitrione, tratto da Plauto e Molière. In autunno riprende la collaborazione con il Teatro Settimo partecipando a Gli uccelli da Aristofane, con la presenza sulla scena della Banda Osiris. Nella stagione 1997/98 è stato tra i protagonisti del Re Lear di Shakespeare, prodotto dalla compagnia Franco Parenti di Milano per la regia di Andrèe Ruth Shammah. Nella stagione 1999/2000 ha diretto il Re cervo di Gozzi e interpretato La storia di Cyrano per il Teatro Stabile del Veneto. «Pur non avendo due gambe secche a pertica come Karl Valentin, pur non possedendo la clownerie metafisica e la stramberia micragnosa del genio bavarese del cabaret tanto caro a Brecht e a Hesse, il nostro Eugenio Allegri che è di mestiere affabulatore (rabelaisiano) di gran cuore ha da qualche tempo condiviso con la Banda Osiris un´avventura caotica, contaminata, candida, un libero rifacimento di Tingeltangel di Valentin reintitolato L´ultimo suonatore. Il quartetto informale e surreale della Banda Osiris lavora per abitudine sullo sfascio comico degli organismi musicali, e questo ha senz´altro suggerito un più agevole impatto con quella commediola breve per orchestra raffazzonata che squaderna imprecisioni, assurdità e gag demenziali, un testo-canovaccio assurto a emblema di tutto il repertorio di Valentin» (r. d. g., ”la Repubblica” 30/6/2003).