13 luglio 2003
Tags : Angelle Savoie Seeling
SavoieSeeling Angelle
• . Nata a New Orleans (Stati Uniti) il 7 agosto 1970. Motociclista. Campionessa delle Pro Stock. "Diciamo subito che è una specialità di nicchia. Ma da quando in groppa a questi siluri a due ruote ci sale Angelle Seeling Savoie (si pronuncia Savuà, con l’accento francese della Louisiana) la Pro Stock Bike sta radunando intorno alle sue ”gare razzo” migliaia di nuovi appassionati. Già così sarebbero corse spettacolari: una striscia d’asfalto di 400 metri da coprire su moto superpotenziate ( stesso concetto dei dragster automobilistici) che sprintano in duelli uno contro uno ad altissima velocità, ben oltre i 300 chilometri orari per non più di sette secondi. Ma ora il tocco femminile dell’ex infermiera Angelle ha costretto persino il New York Times ad occuparsi di lei e di questa fetta di sport non ancora popolarissima. Angelle però non si limita a partecipare e promuovere, grazie al suo carisma, la NHRA (la National Hot Rod Association, la federazione che raduna i dragster auto e moto), è la dominatrice della specialità da più di tre anni: ha vinto consecutivamente gli ultimi tre campionati, eguagliando il record detenuto da Matt Hines e scalzandolo dal ruolo di leader. E quest’anno è a caccia del quarto trionfo. Detiene poi una lunga striscia di altri primati: il maggior numero di vittorie al primo turno da parte di una donna, ha la seconda miglior percentuale di vittorie fra i piloti in attività, nel 2002 ha battuto il record di velocità di 10 circuiti su 14 dove si è gareggiato. Ma quello di cui va fiera è il record del mondo assoluto di velocità che ha stabilito la stagione passata: 308,032 orari, avendo coperto i 400 metri in 7’ 049. Un fulmine. [...] ”La storia del femminismo non mi interessa: io voglio diventare la migliore di tutti, non la miglior donna-pilota”. [...] P er capire da dove le arriva un caratterino così bisogna raschiare nel suo passato. I genitori l’avevano messa a cavalcioni di una moto già all’età di sei anni, ma solo come vittima predestinata di suo fratello, per incoraggiarlo a credere in se stesso e tuffarsi in questa carriera: perché tutta la famiglia puntava soprattutto sul figlio maschio per un futuro da campione nelle corse. Invece tutta quella pressione aveva finito per ritorcersi contro di lei. E comunque ci erano voluti degli anni per far cambiare idea al clan. Così nel frattempo Angelle era diventata infermiera all’Ascension General Hospital di New Orleans, vicino casa, ma continuava a sognare di comprarsi una moto e un giorno dominare in pista. Inutile dire cosa ne pensassero di quell’idea bizzarra le colleghe forse un po’ invidiose: ”La solita stupida sognatrice”, le dicevano dietro le spalle. Ma la stupida sognatrice ben presto aveva risparmiato abbastanza soldi e nel 1995 si era iscritta alla Drag Racing School di Frank Hawley in Florida. In pochi mesi aveva preso quella patente un po’ speciale lasciando tracce indelebili del suo passaggio: record della scuola, 7’ 80. Per una pivella, roba da far salire la pressione anche al maestro. Che fosse un fenomeno lo si era capito subito fin dal suo debutto nel 1996: semifinale alla gara d’esordio, primo trionfo alla quarta. [...] Nonostante il suo indiscusso dominio e un riconoscimento quasi unanime al suo talento sia in pista sia sul fronte promozione della specialità, all’inizio dell’anno Angelle si era trovata senza sponsor. Colpa forse di certe accuse di aver imbrogliato, mossele da alcuni colleghi un po’ invidiosi. Per regolamento le moto con pilota a bordo devono pesare circa 272 chili e siccome Angelle è molto più leggera dei suoi avversari, ecco che può aggiungere delle zavorre applicandole alla parte bassa della moto, guadagnando così in stabilità. Secondo molti, un indubbio vantaggio. In suo soccorso era subito arrivato il marito di suo cugino, AntronBrown, anche lui pilota e proprietario di un team, che le aveva offerto una moto: scelta intelligente perché Angelle aveva subito vinto le prime due gare dell’anno. E aveva spazzato via qualsiasi sospetto. Persino il tosto Treble le aveva manifestato una certa simpatia: ”Certo è avvantaggiata, ma è un’avversaria leale”" (’La Gazzetta dello Sport” 13/7/2003).