Varie, 13 luglio 2003
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Eggers Dave
• Chicago (Stati Uniti) 12 marzo 1970. Scrittore. «[...] una delle 100 persone più influenti del mondo nel 2005 secondo Time Magazine [...]» (Stefano Montefiori, ”Corriere della Sera” 29/10/2005) • «Oltre a essere uno scrittore baciato dalla fortuna, è un innovatore del modo di fare editoria, un polo d’attrazione culturale per la generazione dei venti-trentenni, il capofila di un nuovo gruppo di autori, e una voce indipendente nel mondo ingessato dei grandi agglomerati editoriali americani, che suona piacevolmente anarchica anche se ormai, per essere controcultura, è anche troppo di moda. […] Se si mette da parte per un attimo l’Eggers impresario che dà tanto fastidio agli editori americani, e non soltanto perché dà il 100 per cento dei profitti agli autori della McSweeney’s Books ( detratte le spese), la vera particolarità dell’Eggers autore – al di là della sua capacità di trasformare la lingua in un frisbee che volteggia leggero ed elegante – è il suo talento per ironizzare sulle proprie debolezze e difetti prima che le notino gli altri. Nell’Opera struggente di un formidabile genio quest’autocritica preventiva aveva dato luogo a 50 pagine di introduzione che la critica americana ha salutato come un capolavoro di ”auto parodia post moderna”, e quella europea ha trovato in alcuni casi tediosa. E in Conoscerete la nostra velocità è la valvola di sfogo di un imbarazzo di altro tipo» (Livia Manera, ”Corriere della Sera” 12/7/2003) • «[...] dopo il suo best-seller [...] L’opera struggente di un formidabile genio, pubblicato in Italia da Mondadori, ha fatto solo pause di pochi secondi: altri due libri, Conoscerete la nostra velocità (Mondadori), una storia di viaggio dall’itinerario schizofrenico e dadaista, e How we are hungry (Penguin books), una raccolta di racconti. Soprattutto, ha riunito attorno alla sua casa editrice - rivista McSweeney’s, digitale e di carta, il meglio della letteratura americana d’attacco, da Jonathan Safran Foer a Paul Auster, e lancia nuovi talenti. Ha fondato due laboratori di scrittura creativa, a San Francisco e New York [...]» (Fabio Sindici, ”La Stampa” 17/8/2005).