Varie, 13 luglio 2003
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Clagluna Roberto
• Pisa 10 ottobre 1939, Forte dei Marmi (Lucca) 11 luglio 2003. Allenatore di calcio. Carriera lunghissima iniziata nel ’69 al Settore Giovanile biancoceleste. Nell’81-82 la sua prima panchina in B con la Lazio: subentrò a Castagner. L’anno dopo portò la Lazio alla promozione (anche se nelle ultime cinque partite fu sostituito da Morrone) e poi nell’84 passò alla Roma, con Eriksson come dt. Ha allenato anche Sambenedettese, Como, Salernitana, Taranto, Barletta, Ternana, Pistoiese, Pisa e Ancona. «La battuta più divertente l’aveva inventata un giornalista romano quando allenava la Roma: – Ecco la coppia Clakson”. Perché in quel periodo l’ingegner Dino Viola, per superare i regolamenti vigenti si era inventato Sven Goran Eriksson direttore tecnico e Roberto Clagluna allenatore della società giallorossa. [...] Insegnante di educazione fisica a Pisa, dove da giovane era stato buon ostacolista, quindi laureato in scienze politiche, aveva iniziato la carriera di tecnico nel settore giovanile della Lazio a partire dal 1970. Arrivò fino alla Primavera vincendo un titolo italiano ed una coppa Italia, guadagnando il Seminatore d’oro. ATor di Quinto aveva conosciuto e cresciuto talenti notevoli: D’Amico, Giordano e Manfredonia su tutti. Aveva lavorato a stretto contatto con Tommaso Maestrelli, quindi con BobLovati, con il quale aveva riportato la Lazio in auge dopo stagioni fra i cadetti. Era andato alla Samb e di qui alla Roma. Un fatto abbastanza unico, in precedenza solo l’argentino Lorenzo aveva effettuato questo salto tra unasponda e l’altra del Tevere. Era quindi passato al Como, ancora alla Samb, alla Salernitana, poi al Taranto che aveva portato dalla C alla B. Stessa sorte con il Barletta, prima una retrocessione ma l’anno successivo la pronta promozione del riscatto per il ritorno in B. Era approdato alla Ternana di Gelfusa, finita purtroppo malamente. A Cagliari aveva riorganizzato il settore giovanile per conto del neo presidente Cellino. Quindi era stato il Pisa a volerlo. Là era stato raggiunto da una proposta che come diceva lui – Non si può rifiutare”. La Federazione gli aveva chiesto di organizzare i corsi per gli arbitri di Ae B e la loro preparazione atletica. Ma non solo. Clagluna parlava agli arbitri di tecnica e di tattica, anche per spiegare situazioni che poi i fischietti avrebbero dovuto affrontare la domenica.’In questo modo - diceva - aiuto gli arbitri a capire il gioco e disporsi meglio sul campo seconda le caratteristiche delle due formazioni che si affrontano”. Una piccola rivoluzione che aveva dato buoni frutti e che anche Uefa e Fifa avevano adottato» (Giorgio Lo Giudice, ”La Gazzetta dello Sport” 12/7/2003).