Umberto Bottazzini, "Il Sole 24 Ore" 11/5/2003, 11 maggio 2003
Davvero ”quante storie” si possono intrecciare tra letteratura e scienza! Storie come quelle di Ireneo Funes, l’uomo della memoria ”totale”, in grado con un’occhiata di percepire <<tutti i tralci, i grappoli e gli acini d’una pergola>>, di ricordare le forme delle nubi australi dell’alba di un qualsiasi giorno e, dice Borges, di <<confrontarle, nel ricordo, con la copertina marmorizzata d’un libro che aveva visto una sola volta>>
Davvero ”quante storie” si possono intrecciare tra letteratura e scienza! Storie come quelle di Ireneo Funes, l’uomo della memoria ”totale”, in grado con un’occhiata di percepire <<tutti i tralci, i grappoli e gli acini d’una pergola>>, di ricordare le forme delle nubi australi dell’alba di un qualsiasi giorno e, dice Borges, di <<confrontarle, nel ricordo, con la copertina marmorizzata d’un libro che aveva visto una sola volta>>. E tuttavia <<quasi incapace di idee generali, platoniche>>. Al punto che <<l’infastidiva il fatto che il cane delle tre e quattordici (visto di profilo) avesse lo stesso nome del cane delle tre e un quarto (visto di fronte)>>.