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 2003  luglio 12 Sabato calendario

Vigorelli Giancarlo

• Milano 21 giugno 1913, Pietrasanta (Lucca) 16 settembre 2005. Critico letterario. Giornalista. Tra i fondatori del “Corriere Lombardo”, direttore del settimanale “Oggi” e fondatore nel 1960 della rivista “Europa Letteraria”. All’illuminismo lombardo e ad Alessandro Manzoni dedicò la gran parte della sua attività, con la lunga presidenza del Centro nazionale di studi manzoniani, la pubblicazione di numerosi articoli e dell’opera Manzoni pro o contro fra il ’75 e il ’76. Sempre attento a inserire il discorso letterario nel contesto storico, ha scritto anche libri di attualità come Domande e risposte per la Nuova Cina nel ’58 e Diario europeo nel ’77. Fra i suoi ultimi titoli, Il peccato del romanzo del 2003. «Critico letterario, giornalista culturale, direttore di giornali, dal 1958 al 1968 segretario generale della Comunità Europea degli Scrittori, vice presidente dell’Istituto Luce, fondatore della rivista L’Europa letteraria, di cui è stato dinamico ed esigente direttore, una decina di libri all’attivo, oltre ai tanti altri da lui curati, è un protagonista delle vicende culturali di questi nostri anni; una voce che sempre - urlando, spesso, come gli è congeniale, con quel suo carattere forte e un po’ lunatico - afferma quello che secondo lui dev’essere l’imperativo morale di coloro che scrivono: la letteratura come etica. “Del resto”, continua a ripetere, “è Manzoni a dimostrarci che la letteratura è ‘un ramo delle scienze morali’”. E da questo filo sono legati i suoi lavori letterari, in parte (solo in parte) riassunti in Eloquenza dei sentimenti (1943), Un omaggio a Prezzolini (1954), Carte francesi (1959), Il gesuita proibito (1963), La terrazza dei pensieri (1967), Nel sangue lombardo (1975), Diario europeo (1977), Carte d’identità (1989); con in mezzo un’opera monumentale, utile per coloro i quali vogliono sapere tutto del grande autore lombardo, guida e modello letterario di Vigorelli, Manzoni pro e contro (1976). Bisogna andare con il pensiero a un’Italia e a un’Europa assai diverse delle attuali se si vogliono rintracciare i suoi primi scritti critici. Gide, Sartre, Julien Green, e gli scrittori russi, e quelli spagnoli e sudamericani, e gli italiani: Bacchelli, Malaparte, Landolfi, Delfini, Montale, Quasimodo; e Anna Maria Ortese e Carlo Emilio Gadda, che Vigorelli recensiva già negli anni Trenta. E a proposito di Gadda, c’è un divertente episodio che egli ama raccontare […] Un giorno, Vigorelli, ancora ragazzo, bussa alla porta di quello che sarebbe stato l’autore del Pasticciaccio. Gli apre la madre. “E’ in casa lo scrittore Gadda?”, chiede Vigorelli. “Vuol dire l’ingegnere Gadda”, replica, contrariata, la signora. E l’“importuno” pensa sia bene insistere: “Non l’ingegnere, cerco lo scrittore Gadda”. A quel punto l’anziana signora, divenuta una furia, afferra Vigorelli per la cravatta e scrollandolo gli urla: “Ah, è così! Lei è uno di quelli che montano la testa a mio figlio”» (Matteo Collura, “Corriere della Sera” 21/6/2003).