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 2003  luglio 11 Venerdì calendario

"Nella prigione di Hamadan, in attesa del processo, Aghajari è stato tenuto per due mesi in assoluto isolamento, in una cella di un metro e mezzo per due

"Nella prigione di Hamadan, in attesa del processo, Aghajari è stato tenuto per due mesi in assoluto isolamento, in una cella di un metro e mezzo per due. Il tribunale aveva emesso un ordine scritto che nessuno doveva parlargli, compresi i secondini. Dopo due mesi un altro carcerato, che durante il giorno lavorava nella biblioteca, era stato messo nella stessa cella, con l’ordine di non rivolgergli mai la parola. Quando Aghajari veniva portato nel cortile a prendere aria tutte le porte venivano chiuse, e lui doveva passare da un corridoio speciale da cui non si vede né si sente l’esistenza di altri esseri umani. Alle rare telefonate consentite alla famiglia assisteva un agente dei servizi segreti. Poteva ricevere qualche libro dalla biblioteca del carcere, se i servizi segreti davano il permesso. Anche ora che è stato trasferito nel carcere di Evin, per tenerlo isolato gli è stata assegnata una cella nell’ala riservata ai detenuti che lavorano, e che perciò sono fuori durante il giorno. Non gli è permesso di frequentare la biblioteca perché è adiacente al reparto detenuti politici: c’è il pericolo che si scambino dei messaggi.