(Guido Olimpio ཿCorriere della Sera 10/7/2003 pagina 13), 10 luglio 2003
. Il regime iraniano ha migliaia di uomini pronti alla repressione, un apparato di sicurezza capillare, spie ovunque
. Il regime iraniano ha migliaia di uomini pronti alla repressione, un apparato di sicurezza capillare, spie ovunque. Eppure ha paura. I primi segnali di inquietudine sono stati colti in alcune capitali europee dove i diplomatici e gli 007 khomeinisti hanno ricevuto istruzioni particolari su come affrontare l’emergenza. A Teheran sono sicuri di poter soffocare la protesta studentesca, ma non vogliono avere sorprese. "Da mesi gli ayatollah hanno distaccato in Europa personaggi di assoluta fiducia. Alcuni devono riprendere il controllo di ambasciate e consolati, allineandoli su linee radicali. Altri resteranno pazienti in attesa. Potremmo dire in sonno, se non in clandestinità". A parlare è un esule curdo incontrato pochi giorni fa a Vienna. Se gli occidentali pensano di fare pressione appoggiando la contestazione degli studenti - è la sua analisi - una parte del regime è pronta a rispondere. Con tutti i mezzi a disposizione. "Proprio perché ha paura". E gli emissari di Teheran hanno subito cercato solidarietà usando la carta anti-americana e la crisi nel Golfo. Sono stati rilevati contatti con alcune forze dell’ estrema sinistra, interventi di diplomatici in appoggio alla diaspora irachena, attività segreta di finti rappresentanti consolari. Nuovi elementi hanno ricevuto l’incarico di monitorare l’opposizione in Occidente.