Giovanni De Luna, "La Stampa" 11/7/2003, 11 luglio 2003
"Personalmente ho sempre pensato che le Olimpiadi moderne fossero una tipica "tradizione inventata", una delle tante tra quelle regalateci dall’Ottocento (inni nazionali, bandiere, monumenti, luoghi di memoria) su cui hanno richiamato l’attenzione, in uno splendido libro di qualche anno fa, Hobsbawn e Ranger
"Personalmente ho sempre pensato che le Olimpiadi moderne fossero una tipica "tradizione inventata", una delle tante tra quelle regalateci dall’Ottocento (inni nazionali, bandiere, monumenti, luoghi di memoria) su cui hanno richiamato l’attenzione, in uno splendido libro di qualche anno fa, Hobsbawn e Ranger. I nuovi stati nazionali creati dalle rivoluzioni borghesi sentirono allora il bisogno di legittimarsi non solo sul piano politico e istituzionale: ai riti e ai simboli dell’Ancien Régime e della Chiesa era necessario contrapporre un’area rituale e simbolica totalmente laica. Le Olimpiadi di De Coubertin scaturirono da questa esigenza di far indossare alla modernità le vesti delle più grandi tradizioni del passato, rendendola più rassicurante, rivestendo il cuore duro della civiltà delle fabbriche con i peli e le corone di alloro degli antichi greci...