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 2003  luglio 10 Giovedì calendario

"’Abbiamo deciso - dice Reza Amerinasab [uno dei leader del movimento] - che da ora in poi cercheremo un colloquio solo con la comunità internazionale

"’Abbiamo deciso - dice Reza Amerinasab [uno dei leader del movimento] - che da ora in poi cercheremo un colloquio solo con la comunità internazionale. Con i dirigenti di questo Stato rifiutiamo qualsiasi dialogo. Se loro vorranno rispondere alle nostre richieste, lo facciano attraverso i canali internazionali”. Parole serie, sofferte. La rottura con Khatami è stata dura. Alcuni l’avrebbero voluta subito, quattro anni fa, quando Khatami lasciò senza batter ciglio che fosse chiuso il giornale simbolo della ”società civile” da lui tante volte proclamata, e fossero messi in prigione i migliori tra i riformatori. ”Non crediamo più alle sue belle parole” dice Reza. Gli studenti vogliono anche difendersi dalle accuse di essere manipolati dall’America, dalle tv satellitari, loro che non hanno i soldi per una pizza, figuriamoci per una parabola, e sono tutti troppo educati, troppo seri e idealisti per la volgarità delle tv di Los Angeles. Gli ultrà religiosi hanno chiesto una risposta dura contro ”i provocatori di disordini”, ”i lacché pagati dagli Usa”, come li chiamano. ”Nessuna pietà per gente che si lascia pagare da potenze straniere” ha detto dall’alto della sua infallibilità il leader Khamenei. ”Non abbiamo mai chiesto l’appoggio di nessun paese” - dice Amerinasab. ”Ci siamo solo rivolti alla comunità internazionale perché dia un sostengo morale alla nostra lotta”. Ha appena finito di parlare che la porta si spalanca con violenza e entrano dei figuri barbuti armati di pistole, vere canaglie, facce da killer. Sono gli squadristi del gruppo Ansar-e hezbollah, dell’ayatollah Khamenei. Uno prende uno studente, gli torce un braccio, lo immobilizza, lo spinge a terra e gli si butta sopra per bloccarlo. Si gira verso tutti quelli che sono ancora nella stanza e punta contro tutti la pistola. Nessuno si muova! Poi afferra lo studente e lo trascina sulla strada, dove li aspetta una macchina, che parte immediatamente. Altri due studenti vengono portati via nello stesso modo. Un quarto non si trova, forse è riuscito a scappare. Confusione, spavento, ragazze che piangono. Poi, dopo che sono partiti gli hezbollah, arriva la polizia. Quella in uniforme, quella buona, ”legalista”. Buone maniere. The rule of law, il governo della legge, come non perde occasione di ripetere il presidente mentre tutto intorno a lui è palese violazione di qualsiasi legge, è arbitrio e corruzione".