Sergio Romano ཿCorriere della Sera 10/7/2003 pagina 1, 10 luglio 2003
Nelle cronache della crisi iraniana la dimostrazione di ieri, proclamata dagli studenti per il quarto anniversario di un sanguinoso scontro all’università di Teheran, verrà probabilmente ricordata come un tentativo parzialmente fallito
Nelle cronache della crisi iraniana la dimostrazione di ieri, proclamata dagli studenti per il quarto anniversario di un sanguinoso scontro all’università di Teheran, verrà probabilmente ricordata come un tentativo parzialmente fallito. Ma le ragioni del fallimento sono più eloquenti di qualsiasi manifestazione. Per impedire agli studenti di riunirsi e scendere in piazza, il governo degli Ayatollah ha chiuso le facoltà, ha rinviato gli esami a settembre, ha arrestato dozzine di "agitatori", ha oscurato le televisioni e disturbato le radio dei dissidenti iraniani in California, ha mobilitato la polizia e cercato di distrarre la gioventù con grandi festival musicali. Temeva una "Tienanmen iraniana" (la piazza di Pechino dove l’esercito sbaragliò ferocemente, nel giugno del 1990, una grande manifestazione giovanile) e ha evitato il peggio con misure che dimostrano quanto grandi fossero le sue preoccupazioni.