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 2003  luglio 07 Lunedì calendario

Di Reste Elisa, di anni 65, viveva a Roma con sua figlia Matana Angela, di anni 46. Costei passava il tempo a gestire la sua stratificata famiglia: due figli del primo matrimonio, Iannotti Marco, di anni 26, e Iannotti Gianluca, di anni 22, un terzo, Alessandro, di anni 12, concepito invece col suo convivente, Abbas Hassan, di anni 45, egiziano

Di Reste Elisa, di anni 65, viveva a Roma con sua figlia Matana Angela, di anni 46. Costei passava il tempo a gestire la sua stratificata famiglia: due figli del primo matrimonio, Iannotti Marco, di anni 26, e Iannotti Gianluca, di anni 22, un terzo, Alessandro, di anni 12, concepito invece col suo convivente, Abbas Hassan, di anni 45, egiziano. L’aveva conosciuto vent’anni fa, quando lui lavorava nel negozio di parrucchiere dell’allora marito, Iannotti Mario, di anni 63. L’Abbas, ex titolare di una pompa di benzina, da un anno cuoco in una ditta di catering, musulmano in una famiglia di ferventi cattolici, ultimamente lamentava di sentirsi emarginato e per sfogarsi picchiava la convivente. L’8 giugno accompagnò il figlio Alessandro al Cairo, dai nonni paterni. L’altra domenica, di prima mattina, baciò la Matana e si alzò dal letto. Sulla strada per la cucina si fermò, per estrarre da un mobile tre pistole che vi aveva nascosto la sera prima. Andò poi a sorseggiare il caffè con la suocera, aspettò che lei gli voltasse le spalle per infornare il pollo del pranzo e le sparò alla nuca. Poi si diresse nella stanza da letto di Gianluca, manovale: lui si svegliò, si rigirò nel letto e fu colpito alla tempia. L’Abbas salì poi al secondo piano, verso la stanza di Marco, appena assunto come rappresentante. Costui, sentiti gli spari, era già in piedi accanto alla porta: fu ferito al torace e alla spalla, poi ebbe due colpi in testa. Finito il giro, l’egiziano tornò in camera dalla Matana e le sussurrò in un orecchio di aver ammazzato tutti. Mentre lei andava a controllare, si sdraiò sul letto, sistemò accanto il Corano e si sparò alla tempia destra. Alle 7 e 30 di domenica 29 giugno, nella villetta rosso bordeaux a due piani, in fondo a via Mongardino, tra alberi e giardini curati nel residenziale podere San Giusto, periferia ovest di Roma.