Tullio Regge, ཿLe Scienze 6/2003, 30 giugno 2003
"Gli ambientalisti s’oppongono duramente al nucleare e persino alla ceramizzazione delle scorie, procedimento che riduce in modo sostanziale il pericolo d’inquinamento radioattivo e, vedi caso, la paura del nucleare
"Gli ambientalisti s’oppongono duramente al nucleare e persino alla ceramizzazione delle scorie, procedimento che riduce in modo sostanziale il pericolo d’inquinamento radioattivo e, vedi caso, la paura del nucleare. Il problema è politico e non tecnologico; i partiti, non importa il colore, temono di perdere voti se si dimostrano soft sul nucleare. La saga del nucleare italiano è dominata dall’apoteosi dello spreco e dalle leggende metropolitane. Lo smantellamento dei pochi reattori rimasti in Italia è pura ipocrisia, acquistiamo allegramente dall’estero, e ad alto prezzo, energia elettrica prodotta in centrali nucleari in prossimità dei nostri confini. Il panorama delle energie alternative è vario, multicolore e in perenne mutazione, ma non ha ancora espresso alcuna soluzione alla scomparsa del petrolio. Ai tempi in cui ero parlamentare europeo, un collega verde sosteneva l’energia eolica e voleva ricoprire la Sardegna, ricca di vento, con mulini alti come il Duomo di Milano. Gli stessi verdi, ora emuli di Don Chisciotte, combattono a spada tratta contro i mulini: potrebbero deturpare il mitico paesaggio dell’isola. Non sono contrario alle fonti alternative, ma temo i fantasmi, i blocchi ideologici ma anche i monopoli. Io stesso uso in campagna un boiler solare. In Israele ci sono intere città praticamente coperte da boiler; in Italia sono praticamente inesistenti. Non penso tuttavia che i boiler solari da soli possano risolvere il problema" (Tullio Regge).