Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  giugno 27 Venerdì calendario

L’anno scorso il fabbisogno di energia elettrica è stato di 310 miliardi di kilowattora (TWh), coperto per il 16 per cento da importazione e per il 19 da fonti rinnovabili

L’anno scorso il fabbisogno di energia elettrica è stato di 310 miliardi di kilowattora (TWh), coperto per il 16 per cento da importazione e per il 19 da fonti rinnovabili. La quota di energia elettrica importata continua a crescere (+4,6 per cento nel 2002) ed è superiore alla media degli altri Paesi europei per la semplice ragione che costa meno. A fornircela sono, in gran parte attraverso il nucleare, Svizzera, Francia, Austria, Grecia e ora anche la Slovenia. I consumi industriali rappresentano poco più della metà dei consumi totali, l’agricoltura è ormai trascurabile (2 %), come l’illuminazione pubblica (2%). Piccole e medie aziende, uffici, esercizi commerciali, scuole, ospedali, trasporti e servizi pubblici incidono per quasi un quarto del totale. Stessa quota dei consumi domestici: 62 TWh/anno sono utilizzati dalle famiglie. Costo medio: 300 euro l’anno (350 a calcolare anche le tasse).