Sergio Romano, ཿCorriere della Sera 27/6/2003, 27 giugno 2003
"Si potrebbe sostenere che anche i blackout sono un segno di progresso. Vent’anni fa, quando avevamo meno climatizzatori, il caldo non avrebbe messo in ginocchio la rete elettrica nazionale e costretto l’Enel a razionare per alcune ore la fornitura di corrente
"Si potrebbe sostenere che anche i blackout sono un segno di progresso. Vent’anni fa, quando avevamo meno climatizzatori, il caldo non avrebbe messo in ginocchio la rete elettrica nazionale e costretto l’Enel a razionare per alcune ore la fornitura di corrente. Ma è una magra consolazione. Ciò che è accaduto suggerisce almeno una constatazione. Era impossibile prevedere che il consumo di energia stava diventando intollerabilmente elevato? Era impossibile programmare con maggiore anticipo le interruzioni, annunciarle per tempo, permettere a consumatori e imprese di prepararsi agli inconvenienti? Ci sembra che ancora una volta il cittadino cliente sia stato trattato come un suddito cui non è necessario fornire informazioni. E vorremmo che il governo ce ne spiegasse le ragioni" (Sergio Romano).