23 giugno 2003
Lanfranconi Teresa, di anni 16. Bella, alta bionda, occhi azzurri, punto debole il naso. Orfana di madre dall’età di due anni, insieme con la sorella Mara viveva in casa degli zii a Mariano Comense (Como)
Lanfranconi Teresa, di anni 16. Bella, alta bionda, occhi azzurri, punto debole il naso. Orfana di madre dall’età di due anni, insieme con la sorella Mara viveva in casa degli zii a Mariano Comense (Como). Studiava lingue nell’istituto tecnico ”Jean Monnet” e si apprestava a passare l’estate come commessa-stagista all’ipermercato di Mirabello di Cantù. Alle 18 e 15 di mercoledì, dopo essere uscita dal negozio di foto-ottica dello zio Cappellini Franco, imboccò la viuzza tra cimitero e le ferrovie Nord per tornare a casa. A metà strada incontrò qualcuno che forse voleva violentarla e che certamente l’accoltellò più volte, strappandole via la gonna bianca, la camicia azzurra, gli slip. Agonizzante e sola, si trascinò sulla strada urlando e sbracciandosi, poi s’accasciò contro al muretto di un capannone, tra vecchie lattine di pelati e bottiglie d’olio. Due giorni dopo fu accusato del delitto Gambino Giovanni, di anni 20, figlio di una casalinga e un piastrellista, appassionato di videogiochi, residente alla periferia di Anzano del Parco, già fermato a dicembre per aver tentato di aggredire una ragazza nel sottopassaggio di un centro commerciale. Fu trovato a vagare intontito per Gardaland, il cellulare della Lanfranconi in tasca.