23 giugno 2003
Bersini Laura, di anni 33, ingegnere in un’azienda di robotica nell’hinterland milanese. Era sposata da tre anni, dopo quattro di convivenza, con Gnesutta Edoardo, di anni 36, possessivo, facile all’ira, originario di Pordenone, assicuratore, poi rappresentante di gioielli
Bersini Laura, di anni 33, ingegnere in un’azienda di robotica nell’hinterland milanese. Era sposata da tre anni, dopo quattro di convivenza, con Gnesutta Edoardo, di anni 36, possessivo, facile all’ira, originario di Pordenone, assicuratore, poi rappresentante di gioielli. Luna di miele ai Caraibi, appartamento in un edificio di recente costruzione in via Martin Luther King, Lodi Vecchio (Milano). Tre mesi fa il marito aveva perso il lavoro che credeva eterno come impiegato in un’azienda di casalinghi e da allora era in cura da uno psicologo. Due settimane fa era nato il loro primogenito, Mirko. Martedì pomeriggio la Bersani stirò sul balcone, per mitigare la gran calura, poi preparò la cena. A notte, già pronta per andare a letto, s’avvicinò a controllare il figlio che dormiva nella culla. Era ancora chinata quando il marito la colpì alla gola e al torace con un coltello preso in cucina. Cadde a terra, la camicia da notte macchiata all’altezza del seno. Subito dopo lui si presentò dai carabinieri del paese, per denunciarsi: il comando chiuso, potè solo parlare al videocitofono collegato con la centrale di Lodi. Gli fu detto di non muoversi di lì, ma lui montò in macchina e arrivò alla caserma centrale. Suonò, ma nessuno gli aprì, per timore che fosse armato. Si provò allora a scavalcare i quattro metri di recinzione metallica, piangendo e chiedendo per favore che qualcuno lo ascoltasse.