Roberto Bianchini, "la Repubblica" 10/7/2003, pagina 41., 10 luglio 2003
Tra il 1899 e il 1914 Italo Svevo visse a Murano, mandato lì dalla suocera, l’imprenditrice triestina Olga Veneziani, perché s’occupasse della sua ditta di vernici sottomarine e stesse lontano dal «vizio sciocco e improduttivo» della letteratura
Tra il 1899 e il 1914 Italo Svevo visse a Murano, mandato lì dalla suocera, l’imprenditrice triestina Olga Veneziani, perché s’occupasse della sua ditta di vernici sottomarine e stesse lontano dal «vizio sciocco e improduttivo» della letteratura. Quando arrivò sull’isola, lo scrittore trentottenne era reduce dai fallimenti di "Una vita" e "Senilità", pubblicati a sue spese e rimasti invenduti. Per controllare che non perdesse tempo a scrivere, la suocera, da lui ribattezzata «quella matta», aveva dato agli operai l’ordine di spiarlo. Annoiato dalle zanzare e asfissiato dai miasmi delle miscele, trascorreva il tempo libero suonando il violino e inviando lettere alla moglie: «Qui si cammina avanti di giorno in giorno caricando, cucinando e vuotando, e fa un caldo che raddoppia le puzze».