"Ansa" 9/7/2003; Benedetto Ferrara, "la Repubblica" 10/7/2003., 9 luglio 2003
La vendita degli oggetti della Fiorentina ha fruttato 80 mila euro. All’asta, durata tre giorni (mercoledì, giovedì e venerdì), ha partecipato una quantità impressionante di fiorentini: ancora ieri, venerdì, già alle sette di mattina, due ore prima che l’incanto avesse inizio e nonostante gli scaffali fossero ormai vuoti, decine e decine di persone erano in fila in via Poggio Bracciolini, dove ha sede la casa d’aste che ha organizzato la vendita per conto del curatore fallimentare Raffaele D’Amore
La vendita degli oggetti della Fiorentina ha fruttato 80 mila euro. All’asta, durata tre giorni (mercoledì, giovedì e venerdì), ha partecipato una quantità impressionante di fiorentini: ancora ieri, venerdì, già alle sette di mattina, due ore prima che l’incanto avesse inizio e nonostante gli scaffali fossero ormai vuoti, decine e decine di persone erano in fila in via Poggio Bracciolini, dove ha sede la casa d’aste che ha organizzato la vendita per conto del curatore fallimentare Raffaele D’Amore. Sono stati venduti in tutto circa 10 mila oggetti provenienti dai magazzini della vecchia Fiorentina. Tra i cimeli, gli scarpini di Batistuta (28,78 euro), maglie con i nomi dei giocatori (16 euro: ma non c’erano né quella di Batistuta né quella di Edmundo), pantaloncini (6 euro), tute (30 euro), scaldamuscoli (4 euro e 50), giacconi imbottiti da panchina (30), maglie termiche (8 euro), ciabatte (7 euro), accappatoi (27,40 euro, marca Mizuno), calzettoni (18). Senza acquirenti solo alcuni palloni usati e parecchie scarpe da gioco vecchie.