Vanna Vannuccini, ཿla Repubblica 3/6/2003 Alessandra Farkas, ཿCorriere della Sera 3/6/2003 Paul Davidson, ཿUsa Today 2/6/2003, 3 giugno 2003
I contrari alla deregulation sostengono che si tratta della «più radicale concentrazione dei media che una democrazia abbia mai appoggiato
I contrari alla deregulation sostengono che si tratta della «più radicale concentrazione dei media che una democrazia abbia mai appoggiato. Ed è esclusivamente frutto di ideologia e di interessi economici» (Reed Hundt, ex presidente democratico della Fcc). Michael Copps, uno dei due membri democratici della Fcc: «Le nuove regole creano una nuova élite dei media, verrà meno la pluralità di punti di vista e l’offerta di notizie locali con l’inevitabile impoverimento culturale del Paese«. Tra le critiche di destra, quella della National Rifle Association, potente lobby delle armi: «I colossi in mano alla sinistra ci metteranno per sempre la museruola». Polemiche anche sul modo in cui continueranno a venir conteggiati gli ascolti: le trasmissioni in Uhf varranno solo per la metà dell’audience quando si tratta di rispettare la soglia del 45 per cento (i critici dicono che è una sciocchezza, perché con tv via cavo e satellite il segnale Uhf è ormai chiaro come quello degli altri canali), ma quanto quelle in Vhf quando ci sarà da contare il numero totale di stazioni in un mercato.