Paolo Mastrolilli, "La Stampa" 7/7/2003., 7 luglio 2003
Hugh Marston Hefner, ventisettenne di Chicago, dopo il servizio militare investì «600 dollari di capitale personale e 6 mila presi in prestito da chiunque stesse ad ascoltare la mia idea per una nuova rivista maschile»
Hugh Marston Hefner, ventisettenne di Chicago, dopo il servizio militare investì «600 dollari di capitale personale e 6 mila presi in prestito da chiunque stesse ad ascoltare la mia idea per una nuova rivista maschile». «Playboy» fece togliere i vestiti anche a Brigitte Bardot, Kim Novak, Raquel Welch, Ursula Andress, Anita Ekberg e Gina Lollobrigida, fino all’amante di Bill Clinton Paula Jones. E fece scrivere per lui John Updike, Jack Kerouac, Vladimir Nabokov e Jean Paul Sartre. Mentre ogni anno Ian Fleming produceva una storia in esclusiva di James Bond per la rivista delle congliette. C’erano i disegni di Andy Wahrol, le vignettedi Vargas, e le «Candid conversation» di Murray Fisher: interviste ai personaggi del momento da Salvador Dalì a Muhammad Ali, da Abbie Hoffman a Yasser Arafat. Fece scandalo il presidente Jimmy Carter che nel 1976 confessò: «Ho guardato un saccco di donne con lussuria. Nel mio cuore ho commesso adulterio».