Lietta Tornabuoni, "L’espresso" 26/6/2003, 26 giugno 2003
"Fellini s’interessa a tutto, crede a tutto, "mi sembra mentalmente molto più igienico della diffidenza"; non ha mai avuto un’impressione di fatica; "E’ come se io fossi un treno e i film fossero stazioni ferroviarie già costruite, in attesa"; il suo stato d’animo è l’attesa, la disponibilità, l’apertura
"Fellini s’interessa a tutto, crede a tutto, "mi sembra mentalmente molto più igienico della diffidenza"; non ha mai avuto un’impressione di fatica; "E’ come se io fossi un treno e i film fossero stazioni ferroviarie già costruite, in attesa"; il suo stato d’animo è l’attesa, la disponibilità, l’apertura. Fellini non crede che il termine "improvvisazione" abbia a che fare con la creazione artistica, è anzi convinto che "il cinema abbia bisogno di esattezza assoluta, di meticolosità. E’ come mettere nello spazio un’astronave". Deplora la libertà: "Per il creativo la libertà totale è rovinosa. L’artista è un trasgressore, ha bisogno di contrasti, di un nemico".