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 2003  luglio 02 Mercoledì calendario

Raccontati in un libro pubblicato di recente ("Squadristi, protagonisti e tecniche della violenza fascista 1919-1922" di Massimo Franzinelli) gli squadristi dell’epoca fascista

Raccontati in un libro pubblicato di recente ("Squadristi, protagonisti e tecniche della violenza fascista 1919-1922" di Massimo Franzinelli) gli squadristi dell’epoca fascista. Sandro Carosi, ex ufficiale nella Prima guerra mondiale, farmacista, sindaco di Vecchiano, organizzatore di spedizioni punitive, che aveva l’abitudine di presentarsi così: «Tenente Carosi, undici omicidi, venti ferimenti». Dopo la marcia su Roma, si ritirò a vita privata, uccise l’amante e venne arrestato dai carabinieri con in mano le valigie con dentro il cadavere di lei sezionato. Condannato all’ergastolo, uscì dopo poco per tornare a fare il farmacista. Il bolognese Arconvaldo Bonaccorsi, che il 9 novembre 1925, dopo il fallito attentato a Mussolini dello studente Zamboni, telegrafò al Duce: «Criminalità avversari fascismo impone esemplare punizione colpevoli. Offromi come boia per decapitare arrestati». Il mutilato di guerra Amerigo Dumini, pluriassassino, guardia del corpo di Mussolini, il 10 giugno del ’24 fu tra gli uccisori di Matteotti. Tra i «giovani idealisti» c’erano invece Grandi, Bottai, Balbo, il conte Barbiellini Amidei (che morirà in guerra in Grecia), Araldo di Crollalanza, Dino Perrone Compagni.