Ulderico Munzi, "Corriere della Sera" 16/5/2003 pagina 37., 16 maggio 2003
Tra le ragioni che portarono il governo a rifiutare ripetutamente la nazionalità francese a Pablo Picasso, l’affermazione della polizia che il pittore, morendo, avrebbe lasciato tutti i suoi beni all’Unione Sovietica e la convinzione del Prefetto di Parigi che fosse un sovversivo
Tra le ragioni che portarono il governo a rifiutare ripetutamente la nazionalità francese a Pablo Picasso, l’affermazione della polizia che il pittore, morendo, avrebbe lasciato tutti i suoi beni all’Unione Sovietica e la convinzione del Prefetto di Parigi che fosse un sovversivo. Picasso fu schedato dalle autorità, e nel suo fascicolo vennero riportate le dicerie sul suo «taurino» comportamento sessuale, sull’«ingordigia» delle sue donne, sul suo atteggiamento favorevole ai «rossi» durante la guerra di Spagna, sulle sue frequentazioni nel modno dell’arte, e molto altro ancora. Nel 1940, poco prima dell’invasione tedesca, Picasso presentò la sua ultima domanda: venne rifiutata e lui per orgoglio non la ripresentò più.