Marco Giovannini, "Panorama" 12/6/2003 pagina 193., 12 giugno 2003
La mitica libreria "City Lights", fondata da Lawrence Ferlinghetti cinquant’anni fa: «Un giorno torno dal mio studio di pittore e vedo un tipo che ammassa casse e scribacchia un’insegna
La mitica libreria "City Lights", fondata da Lawrence Ferlinghetti cinquant’anni fa: «Un giorno torno dal mio studio di pittore e vedo un tipo che ammassa casse e scribacchia un’insegna. Mi dice che sta aprendo una libreria ma non ha abbastanza soldi. Gli mancano 500 dollari. Esattamente quello che avevo io». Il tizio era Peter Martin, figlio dell’anarchico italiano Carlo Tresca (ucciso nel ’43), che pubblicava la rivista ciclostilata "City Lights" (cui collaborava anche Pauline Kael, poi la più famosa critica cinematografica d’America) e voleva finanziarla con una libreria militante che vendesse solamente tascabili. Nell’edificio di due piani c’erano sempre stati italiani: la libreria Cavlli & Co., i Fratelli Forte, il fotografo Vitalini. Ferlinghetti si lascia convincere, partecipa al progetto e ripristina il suo cognome italiano: il padre, di Chiari (provincia di Brescia), l’aveva abbreviato in Ferling.