9 giugno 2003
Möllemann Jürgen, di anni 57. Tedesco di Augsburg, baffetti grigi, capelli allisciati a disegnare una garbata curva sulla fronte per diradarsi sulle tempie, una casa a Münster, due matrimoni e tre figlie
Möllemann Jürgen, di anni 57. Tedesco di Augsburg, baffetti grigi, capelli allisciati a disegnare una garbata curva sulla fronte per diradarsi sulle tempie, una casa a Münster, due matrimoni e tre figlie. Militante nella Cdu al liceo, liberale della Fdp all’università, eletto deputato a 25 anni. Ministro dell’economia con Kohl, poi vice-cancelliere, costretto a lasciare l’incarico perché accusato di favoritismi su faccende di appalti. Ancora leader della Fdp, a marzo era stato costretto a dimettersi per via di volantini contro Israele, distribuiti durante l’ultima campagna elettorale, nell’infruttuoso tentativo di pescar voti nell’estrema destra. Solidi rapporti con gli arabi, era sotto inchiesta per finanziamento illecito al partito ed evasione fiscale. Alle 12 e 28 di giovedì un voto del Bundestag gli tolse l’immunità. Alle 12 e 41 agenti in borghese suonarono a casa sua e furono accolti dalla seconda moglie, Carola. In quel momento lui, con altri nove soci del club di paracadutismo, decollava su un bimotore dall’aeroporto di Marl-Löhnmuhle, Nord Reno Vestfalia. Raggiunti i 4mila metri di quota, lasciò andare avanti gli amici e si lanciò solo. A 1500 metri dal suolo si sfilò dalle spalle il paracadute aperto e lo lasciò svolazzare lontano.