9 giugno 2003
Bertelli Nadia, di anni 27. Bella, lunghi capelli corvini a volte raccolti in una crocchia disordinata, appassionata di fiori, lavorava nella fabbrica di maniglie dello zio e viveva col padre artigiano e la madre casalinga a Nozza di Vestone, Brescia
Bertelli Nadia, di anni 27. Bella, lunghi capelli corvini a volte raccolti in una crocchia disordinata, appassionata di fiori, lavorava nella fabbrica di maniglie dello zio e viveva col padre artigiano e la madre casalinga a Nozza di Vestone, Brescia. Da qualche tempo sua principale occupazione era schivare l’ex fidanzato, Albertini Claudio, di anni 22, che aveva avuto il bene di accompagnarsi a lei per sette mesi, fino a un anno fa. Da allora lui, operaio in una fabbrica di stampi metallici, trascorreva il tempo libero a tempestarla di bigliettini e telefonate condite di minacce. Già convocato dai carabinieri, prossimo alla denuncia, nella sera di domenica 1 si appostò sotto casa dell’amata, ch’era fuori per una pizza. Quando la vide rientrare, piazzò la propria auto tra le fotocellule del cancello e s’infilò in cortile, dietro di lei. La Bertelli, intuìto il pericolo, restò barricata in macchina. L’Albertini afferrò una roncola e senza una parola spaccò il lunotto posteriore, il parabrezza e il vetro dal lato guida. Lei scese in fretta e spiccò una corsa verso il portone, ma più veloci furono i due proiettili che le si ficcarono in testa. Appena qualche secondo e l’Albertini si sparò alla tempia destra. Poco dopo le 2 di lunedì scorso, sulla rampa d’accesso al garage di una villa, tra siepi ed alberi smilzi, lungo la provinciale verso Casto, Brescia.