ཿIl Riformista 29/5/2003 ཿIl Riformista 28/5/2003, 29 maggio 2003
Il ”metodo Rai” ha fatto infuriare le banche. Secondo ”Il Riformista”, «la proprietà è debole e frastagliata, ma le grandi banche milanesi restano deus ex machina del capitalismo italiano»: «Il cda di Rcs MediaGroup è presieduto da Guido Roberto Vitale, di Romiti ce n’è uno ma è il figlio Maurizio, amministratore delegato
Il ”metodo Rai” ha fatto infuriare le banche. Secondo ”Il Riformista”, «la proprietà è debole e frastagliata, ma le grandi banche milanesi restano deus ex machina del capitalismo italiano»: «Il cda di Rcs MediaGroup è presieduto da Guido Roberto Vitale, di Romiti ce n’è uno ma è il figlio Maurizio, amministratore delegato. Cesare resta a capo dei quotidiani che sono una divisione, anche se l’unica profittevole, del gruppo. Ma Rcs MediaGroup, nato dalla fusione con Hdp è governato dallo stesso patto di sindacato della holding-madre. E cioè Fiat con il 10,2% rappresentata da Franzo Grande Stevens, Mediobanca con il 9,378% con Gabriele Galateri, Gemina (9,2%) con Romiti padre, Italmobiliare (4,8%) con Giampiero Pesenti, Generali (2,54%) con Raffaele Agresti, Pirelli (1,9%) con Marco Tronchetti Provera, Banca Intesa (1,9%) con Corrado Pasera, Inpar (1,88%) con Luigi Lucchini, Smeg (1,18%) con Roberto Bertazzoni, Edison (1%) con Umberto Quadrino, Mittel (0,877%) con Giovanni Bazoli. Fuori sono rimasti Ligresti (5,1%) che ha chiesto formalmente di entrare, e Caltagirone (2,01%)».