Giovanni Pons, ཿla Repubblica 30/5/2003, 30 maggio 2003
Il nome di Folli è frutto dell’opera bipartisan di Romiti. Un imprenditore milanese «che frequenta i salotti romani» spiega: « riuscito a soddisfare le esigenze di cambiamento degli ambienti berlusconiani con i richiami all’indipendenza che sono arrivati dai banchieri più vicini alla sinistra [
Il nome di Folli è frutto dell’opera bipartisan di Romiti. Un imprenditore milanese «che frequenta i salotti romani» spiega: « riuscito a soddisfare le esigenze di cambiamento degli ambienti berlusconiani con i richiami all’indipendenza che sono arrivati dai banchieri più vicini alla sinistra [...] Se fosse partito il balletto delle candidature esterne sarebbe stato molto più difficile decidere all’unanimità». Palazzo Chigi «aveva messo in pista Carlo Rossella, Romiti ha contrapposto Ernesto Auci e, come second best, Pietro Calabrese, il suo pupillo che ha rilanciato la ”Gazzetta dello Sport”. Alla fine, si è convenuto che Folli sarebbe stata una soluzione interna, di alto profilo professionale, gradita anche alle massime cariche dello Stato, dal Quirinale ai presidenti del Senato e della Camera fino a Gianni Letta. Un uomo di garanzia» (’Il Riformista”).