Giulio Anselmi, ཿla Repubblica 30/5/2003, 30 maggio 2003
De Bortoli «non appariva (forse non voleva apparire) come l’uomo forte capace di governare una redazione dipinta come riottosa e difficile, non vantava trascorsi da intellettuale
De Bortoli «non appariva (forse non voleva apparire) come l’uomo forte capace di governare una redazione dipinta come riottosa e difficile, non vantava trascorsi da intellettuale. Doveva fare i conti con una proprietà che dalla Fiat all’Hdp di Romiti, da Mediobanca a Banca Intesa e al Credito Italiano, da Pirelli a Lucchini rappresenta gran parte del potere economico italiano, con interessi spesso divergenti. E si trovava a fronteggiare il mondo della politica, deciso a riaffermare il proprio primato, dopo lo sconvolgimento di Mani pulite» (Anselmi).