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 2003  maggio 26 Lunedì calendario

«Il porno prende piede al cinema per bene e nella moda ufficiale. A Hollywood la star dell’avventura Val Kilmer è stata ingaggiata per girare Wonderland, un film sulla vita del leggendario John Holmes, trenta centimetri di dimensione artistica

«Il porno prende piede al cinema per bene e nella moda ufficiale. A Hollywood la star dell’avventura Val Kilmer è stata ingaggiata per girare Wonderland, un film sulla vita del leggendario John Holmes, trenta centimetri di dimensione artistica. Angelina Jolie sta esaminando la proposta di impersonare Linda Lovelace, l’indimenticabile protagonista di Gola profonda. Perfino l’eterea Nicole Kidman è tentata, se è vero che sta considerando il ruolo di Heidi Fleiss, la tenutaria del più celebre bordello d’America, in Play the girl. L’industria cinematografica, evidentemente, inizia a ricercare il grande pubblico, per lo più maschile. Sullo schermo, il compromesso tra il comune senso del pudore e i pruriti crescenti dei pusillanimi si gioca sulle biografie delle porno star. Più ironico e rivolto all’altra metà del cielo, ma a ben guardare non troppo diverso, è l’approccio della moda. Basta con l’armamentario sadomaso che ha appestato pefino la provincia veneta profonda. Molto più divertenti sono le nuove creazioni di stilisti celeberrimi come Vivienne Westwood e Tom Ford, o di marchi emergenti quali Antoni&Alison. La provocatrice regina della griffe britannica propone una t-shirt con stampato il disegno del seno, completo di ombreggiatura e capezzoli. Va indossata rigorosamente con il pendaglio a forma di pene scuro che il creativo texano firma per YSL Rive Gauche. Chi proprio vuole far girare la testa al prossimo può applicare alla gonna attillata con un semplice colpo di ferro da stiro il trompe l’oeil di Jay T-shirt centre che espone il sedere della coraggiosa. Se proprio si vuol strafare si può portare anche la coppola di Kangol detta ”Dickhead”, che lasciamo a voi tradurre. Oppure, per le più etniche, c’è il top di A&A con le nappine svolazzanti delle danzatrici del ventre appese laddove i capezzoli premono contro il tessuto. Come nel cinema il genere biografico introduce dolcemente all’hard, così nell’abbigliamento la griffe riconosciuta difende la provocazione dall’accusa - bigotta? - di volgarità. Il piccolo pene di Tom potrà essere paragonato ai gioiellini priapeschi della Grecia preclassica e i seni disegnati di Vivienne a uno scherzo di Magritte. Ma a questo punto ci si dovrebbe chiedere se il prossimo passo non debba essere - rivoluzione per rivoluzione - la scoperta sorridente del porno shop per quelle di noi che avranno il coraggio di reinterpretare in chiave pop questa tendenza». Alberta Marzotto