2 giugno 2003
Arpesella Pietro, di anni 95. Commendatore, ligure di origine, fisico solido e maniere gentili, sempre elegante, proprietario, affittuario e gestore del Grand Hotel di Rimini per 35 anni
Arpesella Pietro, di anni 95. Commendatore, ligure di origine, fisico solido e maniere gentili, sempre elegante, proprietario, affittuario e gestore del Grand Hotel di Rimini per 35 anni. Signore d’altri tempi, contento di veder sfilare il bel mondo tra i velluti rosa e i marmi del suo gioiello liberty a cinque stelle, era stato grande amico di Fellini, che nella stanza 315 aveva creato la figura della Gradisca di Amarcord. In gioventù era stato mozzo su una nave e sguattero al Waldorf Astoria di New York, ballerino nei night romagnoli e agricoltore nelle piane di Mantova. All’alba di sabato indossò il suo completo grigio più elegante, una camicia chiara e la cravatta a righe, mise le scarpe di coccodrillo, tolse gli occhiali e vaporizzò uno spuzzo d’acqua di colonia. Scrisse e strappò un certo numero di bigliettini fino a salvarne uno solo, per salutare i figli e la sua città. Poi, seduto sul bordo del letto, puntò all’addome la sua vecchia P38 e lasciò andare il grilletto. Alle 7 di sabato 24 maggio in un’abitazione di Marina Centro, Rimini.