2 giugno 2003
Berlato Giuseppe, di anni 74. Pensionato di Sabaudia (Latina), divorziato da vent’anni, un figlio da qualche parte in paese, viveva solo in una baracca senz’acqua calda, circondato da rottami e cianfrusaglie
Berlato Giuseppe, di anni 74. Pensionato di Sabaudia (Latina), divorziato da vent’anni, un figlio da qualche parte in paese, viveva solo in una baracca senz’acqua calda, circondato da rottami e cianfrusaglie. Unico lusso, l’insegna luminosa di una marca di birra, regalo del bar all’angolo. Conosciuto da tutti come ”Peppe ’o pazzo” perché capitava che strillasse senza motivo, si ubriacava con regolarità e arrotondava il magro assegno da ex camionista vendendo chincaglierie che trovava in giro. Da qualche tempo si lamentava di una banda di ragazzi in motorino, che sfrecciava lanciando rifiuti e bottiglie di vetro contro casa sua. L’altra notte sentì un gran fracasso contro la porta. Uscì immediatamente, scalzo. Forse fu colpito alla testa, è certo che ebbe tagli ai piedi e alla gamba sinistra, uno squarcio profondo poco sopra la caviglia. Tentò di tamponarsi la ferita, prima in bagno, poi in cucina. Infine si lasciò cadere su una sedia al centro del cortile e restò immobile, la testa china su una spalla, i piedi via via immersi in un pozza di sangue. La notte di sabato 24 maggio, in via Caporale Tortini, di fronte alla Caserma della scuola artiglieria contraerea di Sabaudia, Latina.