Dario Fertilio, ཿCorriere della Sera 6/5/2003, 6 maggio 2003
Conrad von Hötzendorf, militare austroungarico, ebbe la personalità stravolta a cinquant’anni, non tanto per la nomina a Capo di Stato maggiore (incarico dal quale era stato allontanato pochi anni prima), quanto per l’incontro, avvenuto in un salotto viennese nel 1912, con Gina, triestina, bella, trent’anni più giovane di lui, sposata con scarso successo a un Hans von Reininghaus
Conrad von Hötzendorf, militare austroungarico, ebbe la personalità stravolta a cinquant’anni, non tanto per la nomina a Capo di Stato maggiore (incarico dal quale era stato allontanato pochi anni prima), quanto per l’incontro, avvenuto in un salotto viennese nel 1912, con Gina, triestina, bella, trent’anni più giovane di lui, sposata con scarso successo a un Hans von Reininghaus. Conrad, da poco vedovo di una moglie devota, una vita spartana e senza sussulti cui era abituato fin da ragazzo, solito «trattare i figli come soldatini e immaginare la patria come una famiglia allargata», divenne un corteggiatore ardito e sognante. Durante la Grande Guerra, destinato alla campagna d’Italia, consumava le notti vagheggiando su interminabili giri di parole che poi spediva alla sua amata. Le scrisse oltre tremila lettere (lunghezza massima raggiunta: sessanta pagine). Dopo svariati insuccessi militari (ma prima di Caporetto), fu messo a riposo e tornò placido dalla sua Gina, che nel frattempo aveva divorziato e che non lo lasciò più.