26 maggio 2003
Capaci Antonia, di anni 43. Palermitana trapiantata a Milano, casalinga, due figli, da tempo impegnata a divenire Testimone di Geova, perdeva sempre più interesse per il consorte e conterraneo Ferrante Pietro, di anni 43
Capaci Antonia, di anni 43. Palermitana trapiantata a Milano, casalinga, due figli, da tempo impegnata a divenire Testimone di Geova, perdeva sempre più interesse per il consorte e conterraneo Ferrante Pietro, di anni 43. Costui, definitivamente piantato otto mesi fa, mal sopportando abbandono e conversione, si licenziò dalla fabbrica dov’era operaio per dedicarsi a un’improbabile riconciliazione coniugale. Sabato 17, ottenuto l’ennesimo colloquio con l’amata, che viveva in casa della primogenita, portò seco anche il figlio quattordicenne che ancora abitava con lui. La presenza della prole non evitò l’ennesima discussione. A un certo punto il Ferrante volle chiudersi in bagno. Ne uscì brandendo una pistola. Tutti corsero a nascondersi, ma lui ebbe occhi solo per la Capaci: ne centrò la fronte con un proiettile. In una sala piena di conchiglie esotiche, pupazzi e altri souvenir, in via Gorky 20, San Giuliano Milanese, Milano.