26 maggio 2003
Merlino Alfredo, di anni 30. Cranio rasato, un passato di alpino e volontario in Mozambico, da tempo avviato a tossicodipendenza, furti e rapine
Merlino Alfredo, di anni 30. Cranio rasato, un passato di alpino e volontario in Mozambico, da tempo avviato a tossicodipendenza, furti e rapine. L’altro pomeriggio, appena presa la patente, s’infilò in un bar di Milano per un caffè. Con lui il nuovo compare Solaro Andrea, di anni 19, attaccabrighe, pugile dilettante, una passione speciale per le pistole, figlio inconseguente di una stimata famiglia di Genova, scivolato negli anni dalla scuola tedesca agli scippi. Finite le bevande, i due si diressero verso il bar tabacchi Baracca, nei pressi di San Vittore. Vi trovarono il proprietario Petrali Giovanni, di anni 69, intento a rassettare per la chiusura, e sua moglie Rosa, di anni 62. Puntando una pistola contro di lei chiesero l’incasso con urli e minacce. Intascati 1.300 euro, in procinto di fuggire, ebbero addosso l’arma del Petrali, che esplose tre colpi e poi li inseguì in strada, in una mano la pistola, nell’altra una scopa. La corsa finì quando i due s’afflosciarono, trecento metri più in là: il Merlino morto, l’altro solo ferito. Alle 19 e 30 di sabato 17, in viale di Porta Vercellina, Milano.