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 2003  maggio 19 Lunedì calendario

D’Angelo Enzo, di anni 22. Capelli neri e crespi, orecchie a sventola, occhiali rettangolari, fronte alta

D’Angelo Enzo, di anni 22. Capelli neri e crespi, orecchie a sventola, occhiali rettangolari, fronte alta. Falegname ad Alcamo (Trapani), dolce, quieto, ”uno nato uomo”, secondo sua sorella. Innamorato della Ferrari e della Juventus, passava le domeniche a fare il tifo davanti alla televisione nel bar della piazza. Dopo averlo desiderato per quattro anni, sabato 10 ebbe soldi e permesso d’andare a vedere la Juve, a Torino: partenza la mattina in aereo, ritorno la sera in treno. Era la prima volta che entrava in uno stadio. A casa chiamò tre volte. Nel pomeriggio festeggiò lo scudetto per le strade insieme ad altri sei compaesani giunti fin là con lui. Andando verso la stazione di Porta Nuova si premurò di far togliere a tutti la sciarpa bianconera. In anticipo sull’orario di partenza, decisero di mangiarsi una pizza. Uscendo dal locale il D’Angelo urtò per sbaglio la spalla di Ladaru Costica, di anni 41, rumeno, ex costruttore d’areoplani, a Torino da un giorno in cerca di lavoro. Mentre si scusava, quello tirò fuori un coltello da campeggio e lo colpì una volta sola tra il collo e la clavicola. Ebbe il tempo di chiedersi perché d’improvviso si sentiva svenire, poi crollò sul linoleum nero.