19 maggio 2003
Garofalo Luigi, di anni 34. In carcere per rapina, ancora pochi mesi da scontare nel penitenziario di Scampia (Napoli), aveva ottenuto la semilibertà: di giorno lavorava in un’impresa edile, di notte dormiva in cella
Garofalo Luigi, di anni 34. In carcere per rapina, ancora pochi mesi da scontare nel penitenziario di Scampia (Napoli), aveva ottenuto la semilibertà: di giorno lavorava in un’impresa edile, di notte dormiva in cella. Alle 7 di venerdì 9, invece di recarsi al lavoro, s’incontrò con Esposito Maurizio, di anni 38, ricercato da febbraio per furti e altri reati compiuti a Reggio Emilia. Un’ora e mezza dopo i due fingevano di far la fila in un ufficio postale di Boscotrecase assiepato di pensionati: passamontagna in tasca il Garofalo, pistola l’Esposito. Fuori, due complici a bordo di una Fiat Uno. Alle 8 e 40 si fermò davanti all’ufficio il furgone portavalori della società ”Il Notturno”. Scesero due agenti, uno aveva in mano una busta contenente settantamila euro: non fece in tempo ad avvicinarsi al banco degli impiegati che si trovò puntata addosso la pistola dell’Esposito. Tuttavia nemmeno costui fece in tempo a impossessarsi del bottino: ebbe l’arteria femorale attraversata dal proiettile sparatogli dall’altro poliziotto. A quel punto l’altro rapinatore, il Garofalo, disdegnando di fuggire nella marmaglia di pensionati, s’avventò sui soldi. Fu colpito alla testa. Solo allora tentò di scappare, ma crollò sul marciapiede, due metri più in là. Uno dei tizi sulla Fiat punto tentò allora l’ultimo blitz brandendo un kalashnikov che però rimase inerte nelle sue mani e fu gettato in segno di resa.