Sergio Rizzo, ཿCorriere della Sera 9/5/2003, 9 maggio 2003
Pezzotta, figlio di un alpino che rifiutò di arruolarsi con i repubblichini, «ha iniziato a lavorare a 12 anni e la sua militanza nella Cisl si è inserita in un mondo fatto di oratorio, Azione Cattolica, parroci antifascisti e vita spartana
Pezzotta, figlio di un alpino che rifiutò di arruolarsi con i repubblichini, «ha iniziato a lavorare a 12 anni e la sua militanza nella Cisl si è inserita in un mondo fatto di oratorio, Azione Cattolica, parroci antifascisti e vita spartana. Raccontano i suoi amici come il giovane Savino nei primi anni ’60 fosse persino incuriosito dal comunismo, andò a un comizio di Palmiro Togliatti e si sottopose persino alla lettura de Il Capitale. Nel ’72 si è addirittura candidato con il Mpl di Livio Labor e oggi è impegnato attivamente nella promozione delle Ong, le organizzazioni non governative che si battono per la pace. Lo scorso autunno durante un incontro sindacale con il governo a Palazzo Chigi il segretario della Cisl si alzò in piedi e sillabò: ”Sono contro la guerra. Per ragioni di principio e perché sarebbe un disastro economico”. Silvio Berlusconi rimase di sale. Questo, dunque, è Savino Pezzotta. Un sindacalista che, come sintetizza il suo amico Luigi Bobba che dirige le Acli, ”si batte per evitare che il bipolarismo sgangherato della politica italiana si trasformi in un bipolarismo sociale”. Più che riempito di fischi, forse andrebbe aiutato» (Di Vico).