Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  maggio 09 Venerdì calendario

Pezzotta, figlio di un alpino che rifiutò di arruolarsi con i repubblichini, «ha iniziato a lavorare a 12 anni e la sua militanza nella Cisl si è inserita in un mondo fatto di oratorio, Azione Cattolica, parroci antifascisti e vita spartana

Pezzotta, figlio di un alpino che rifiutò di arruolarsi con i repubblichini, «ha iniziato a lavorare a 12 anni e la sua militanza nella Cisl si è inserita in un mondo fatto di oratorio, Azione Cattolica, parroci antifascisti e vita spartana. Raccontano i suoi amici come il giovane Savino nei primi anni ’60 fosse persino incuriosito dal comunismo, andò a un comizio di Palmiro Togliatti e si sottopose persino alla lettura de Il Capitale. Nel ’72 si è addirittura candidato con il Mpl di Livio Labor e oggi è impegnato attivamente nella promozione delle Ong, le organizzazioni non governative che si battono per la pace. Lo scorso autunno durante un incontro sindacale con il governo a Palazzo Chigi il segretario della Cisl si alzò in piedi e sillabò: ”Sono contro la guerra. Per ragioni di principio e perché sarebbe un disastro economico”. Silvio Berlusconi rimase di sale. Questo, dunque, è Savino Pezzotta. Un sindacalista che, come sintetizza il suo amico Luigi Bobba che dirige le Acli, ”si batte per evitare che il bipolarismo sgangherato della politica italiana si trasformi in un bipolarismo sociale”. Più che riempito di fischi, forse andrebbe aiutato» (Di Vico).