ཿIl Riformista, 6/5/2003;, 6 maggio 2003
Al congresso di Rimini la strategia della Fiom si arricchisce di un nuovo elemento, non solo lessicale: quello del Sindacato indipendente, che è anche lo slogan del congresso che vede schiacciata la sparuta minoranza cofferatiana
Al congresso di Rimini la strategia della Fiom si arricchisce di un nuovo elemento, non solo lessicale: quello del Sindacato indipendente, che è anche lo slogan del congresso che vede schiacciata la sparuta minoranza cofferatiana. «Dietro la formula volutamente vaga (nel sindacato, in genere, si parla di ”autonomia”) c’è un’idea di protagonismo della Fiom che va oltre i confini (angusti?) dell’azione di una semplice federazione di categoria. C’è un’idea di ”indipendenza” dalla Cgil che negli anni seguenti si capirà meglio. In fondo è quella ”indipendenza” che porta la Fiom ad essere tra fondatori del Genoa Social Forum nel 2001 e poi tra i promotori del referendum sull’articolo 18. La stessa ”indipendenza” che conduce il segretario generale della Fiom Rinaldini, insieme allo stesso Sabattini, a sottoscrivere il documento per la costruzione del cosiddetto Partito dei lavoratori, il cui futuro - oggi - appare assai incerto».