(Giacomo Papi ཿdiario 27/6/2003 pagina 14), 27 giugno 2003
"L’Iraq di oggi non sembra – come si aspettava Woolfowitz (vicesegretario alla Difesa americano) – la Francia che accoglie i liberatori lanciando rose e offrendo vino
"L’Iraq di oggi non sembra – come si aspettava Woolfowitz (vicesegretario alla Difesa americano) – la Francia che accoglie i liberatori lanciando rose e offrendo vino. E Charles de Gaulle non è certo Ahmed Chalabi, il bancarottiere iracheno, presidente dell’organizzazione di esuli Iraqi national congress che per un decennio ha rastrellato fondi e pick up Toyota al Congresso per organizzare un’insurrezione contro Saddam mai avvenuta. Oggi è chiaro che Chalabi era l’unica carta su cui puntavano Woolfowitz, Dough Feith e, soprattutto, Richard Perle. E che si trattava di un due di picche. Mentre la statua di Saddam veniva abbattuta, Woolfowitz, di gran lunga il più intelligente della banda, ha evitato di esultare. Ha parlato di un processo di ricostruzione che può durare anche dieci anni".