Paolo Bracalini, "il Giornale" 26/6/2003, pagina 30., 26 giugno 2003
Alcuni Paesi in cui internet è sottoposta a censura: Cina (bloccati i siti su Tibet e Taiwan), Vietnam (il Partito comunista arresta i dissidenti che si esprimono tramite il web), Cuba (tre server governativi filtrano tutto il traffico della rete, che secondo Fidel Castro è «uno strumento capitalista di manipolazione»), Corea del Nord (esistono solo pochi siti ufficiali del governo, gestiti in Cina), Arabia Saudita (dove è considerata «un vettore dannoso dell’occidentalizzazione»), Siria (l’accesso è riservato all’amministrazione pubblica)
Alcuni Paesi in cui internet è sottoposta a censura: Cina (bloccati i siti su Tibet e Taiwan), Vietnam (il Partito comunista arresta i dissidenti che si esprimono tramite il web), Cuba (tre server governativi filtrano tutto il traffico della rete, che secondo Fidel Castro è «uno strumento capitalista di manipolazione»), Corea del Nord (esistono solo pochi siti ufficiali del governo, gestiti in Cina), Arabia Saudita (dove è considerata «un vettore dannoso dell’occidentalizzazione»), Siria (l’accesso è riservato all’amministrazione pubblica).